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Da Fiorello a Ligabue, da Camilleri a Verdone un monito ad Antitrust "Il vostro ruolo non dovrebbe essere introdurre concorrenza anche dove non v’è un mercato".

Dopo il video comparso ieri 19.07.2018 su Vimeo (ancora reperibile a questo link) in cui sembrerebbero riportati fatti e documenti gravissimi sul mondo del diritto d'autore in Italia ed in particolare contro la Società con sede a Londra Soundreef, che ci ha lasciati veramente basiti se non sconvolti, oggi arriva uno spiraglio di luce.

Pubblichiamo di seguito la lettera depositata ad Antitrust in data odierna da alcuni degli Autori più rappresentativi del sistema culturale italiano e letta direttamente in audizione da un commosso Ennio Morricone, si proprio il Premio Oscar Maestro Ennio Morricone. Da leggere fino in fondo:

"La SIAE non ha scopo di lucro e la sua funzione è quella di assicurare protezione al diritto d’autore. Quest’ultimo è null’altro che il frutto del lavoro di migliaia di autori ed editori. È null’altro che il loro compenso per quella creatività, che è espressa in opere letterarie, teatrali, musicali, cinematografiche e figurative, della quale tutti beneficiamo: noi, gli italiani, gli europei, il mondo intero.

Quando l’opera di un autore viene utilizzata è giusto che si paghi il diritto del suo autore. 

Ascoltare musica, leggere un libro o guardare un film, intanto è possibile, in quanto un autore ed anzi molti autori hanno investito il loro tempo, la loro creatività, il loro lavoro. Questa, del resto, è la conquista che la nostra Costituzione, la Convenzione di Berna e la stessa Dichiarazione Universale dei Diritti Umani hanno assicurato al mondo della creatività.

La raccolta del diritto d’autore però non è un’operazione semplice, ed è questo il punto nodale. 

Le decine di milioni di opere oggi disponibili in Italia attraverso la SIAE, che sono create da decine di migliaia di autori e usufruite da tante migliaia di utilizzatori, non possono vivere ed essere gestite secondo logiche di mercato. Per questo la storia ed il nostro legislatore hanno spinto per la gestione collettiva del diritto d’autore come unica soluzione che consentisse a ciascun autore – senza discriminazione rispetto alla notorietà degli autori - di poter ricevere il frutto legittimo del proprio lavoro e di non essere svilito. 

Ciò è tanto più vero nei riguardi di quei repertori, come la musica di ricerca o la musica lirica, il teatro e le opere letterarie e figurative, che identificano un popolo ed una cultura, e la accrescono giorno dopo giorno, ma che sono naturalmente destinati ad un minore successo commerciale. Sono perciò più deboli, ma non per questo meno fondamentali per quella partecipazione di ciascuno alla vita culturale della comunità.

Oggi, però, il diritto d’autore viene vissuto, da parte di qualcuno, come un puro mercato. Ciascun individuo-autore è divenuto merce. Ogni opera è divenuta merce. Tutto si è trasformato in logica di commodity. E soprattutto la stessa gestione collettiva del diritto d’autore corre il rischio di essere sacrificata sull’altare della concorrenza. Ma il libero scambio non deve prevalere sull’identità culturale e sulla certezza di assicurare agli autori ed editori il giusto compenso del loro lavoro.

Tutti questi principi riteniamo che non debbano essere messi in discussione da questa Autorità (Antitrust ndr). Il vostro ruolo non dovrebbe essere introdurre concorrenza anche dove non v’è un mercato, dove non dovrebbe esservi. E se la concorrenza deve far prevalere prodotti non italiani e non europei, tanto meglio?

Non si dovrebbe riscrivere un sistema normativo complesso, snaturandolo dei suoi valori civili, stravolgendolo e persino sovrapponendo diritto d’autore e copyright, diritti assai diversi fra loro.  Chiediamo che non sia questo il vostro approccio.

Noi non vogliamo discutere il vostro ruolo. Ma siamo molto preoccupati. Come rappresentanti di maggiore notorietà di un mondo infinito e fondamentale per il nostro Paese, abbiamo il dovere di essere fortemente preoccupati della circostanza e delle conseguenze di una simile riscrittura di un sistema che dovrebbe avere come essenza la protezione del diritto d’autore, non la sua mercificazione. 

Siamo preoccupati non tanto per noi stessi ma per tutti gli autori, soprattutto per quelli più deboli. Una logica strettamente mercantile non dovrebbe essere auspicata da una Autorità economica, né tantomeno da essa direttamente imposta. E soprattutto un nuovo sistema non dovrebbe essere deciso al di fuori e al di là delle scelte del Governo e del Parlamento. 

La creatività è motore della nostra cultura. È stato motore della nostra storia e deve essere fulcro del futuro della nostra Repubblica. Del nostro futuro può e deve discutere il nostro Parlamento, attuando scelte di politica o come si suole dire “di sistema”.
La logica di puro mercato non deve distruggere una cultura di civiltà preziosa come la protezione del Diritto d’autore: Diritto di tutti gli Autori".


Firmato

Claudio BAGLIONI
Roberto BENIGNI
Bernardo BERTOLUCCI
Andrea BOCELLI
Andrea CAMILLERI
Cristina COMENCINI
Paolo CONTE
Maurizio COSTANZO
Francesco DE GREGORI
Pino DONAGGIO
Roberto FAENZA
Fabio FAZIO
Rosario FIORELLO
Paolo FRESU
Luciano LIGABUE
Dacia MARAINI
Giuliano MONTALDO
Gianni MORANDI
Ennio MORRICONE
Riccardo MUTI
Ferzan OZPETEK
Gino PAOLI
Franco PIERSANTI
Nicola PIOVANI
Michelangelo PISTOLETTO
Gigi PROIETTI
Giulio RAPETTI MOGOL
Massimo RANIERI
Gabriele SALVATORES
Maurizio SCAPARRO
Giuseppe TORNATORE
Carlo VERDONE

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